Sento i pollici che prudono: quando l’enigma incontra l’avventura
Sento i pollici che prudono (titolo originale By the Pricking of My Thumbs) è un romanzo di Agatha Christie pubblicato per la prima volta nel 1968. Si tratta della penultima avventura con protagonisti Thomas “Tommy” e Prudence “Tuppence” Beresford. Il romanzo si colloca cronologicamente a distanza di ventisette anni da quello precedente. Nell’introduzione, la Christie ammette di averlo scritto su spinta dei lettori che le chiedevano “che fine avessero fatto Tommy e Tuppence”.
Sento i pollici che prudono: un romanzo diverso
Sento i pollici che prudono prende il titolo da una frase dall’Atto IV, Scena I del Macbeth di Shakespeare. Tuttavia, nulla ha a che fare con la tragedia ambientata in Scozia. Ritroviamo qui Tommy e Tuppence molto più maturi e non più invischiati negli affari dei Servizi Segreti. Se i primi casi della “strana coppia” erano molto dinamici e ricchi di scene d’azione e avventura, qui si torna su un terreno più adatto a Miss Marple. Un paesino, pettegolezzi e morti misteriose. Tuttavia, la componente spionistica che ha caratterizzato le prime avventure dei coniugi Beresford rimane, seppur sullo sfondo.
La vicenda parte da un fatto apparentemente banale: la visita di Tommy e Tuppence alla zia di lui, Ada, che si trova presso la casa di riposo Sunny Hill Nursing Home. La tecnica di trasformare un fatto insignificante in qualcosa di eccezionale caratterizza tutta la produzione letteraria di Agatha Christie. Alla casa di riposo, Tuppence incontra un’arzilla signora che le fa una domanda strana: “Era la sua bambina?”.
Tuppence rimugina su questa domanda, ma la lascia in sospeso. Poi, però, nell’ordine: la zia di Tommy muore e la signora che aveva fatto la domanda misteriosa scompare. Infine, nella stanza della zia Ada viene rinvenuto un quadro che rappresenta un luogo famigliare a Tuppence. Con pochi elementi Agatha Christie dipinge un’indagine che si muove su più binari.
La capacità di stupire
Con Sento i Pollici che prudono, Agatha Christie trasforma la coppia di spie più intriganti della letteratura gialla, in anziani attempati. I due, pur agendo separatamente, riescono ad arrivare alla realtà. Per tutto il romanzo la scrittrice batte sul fatto che Tommy e Tuppence sono anziani e non più in grado di fare le cose di un tempo. Alla fine, però, ribalta tutto, dimostrando come l’intelletto e l’intraprendenza non svaniscano con l’età. Del resto, zia Agatha è maestra nel manipolare la percezione del lettore e in questo romanzo non fa eccezione.
Tommy e Tuppence mantengono tutte le caratteristiche che ne hanno fatto la fortuna letteraria, semplicemente le trasportano in una dimensione meno caotica e più calma, tipica appunto di Miss Marple. Non è un caso che in tv, questo romanzo sia stato riadattato con protagonista l’anziana zitella al posto dei coniugi Beresford. Si tratta quindi di un romanzo che mixa elementi differenti, riuscendo, però, a far rivivere al lettore, le atmosfere che hanno fatto la fortuna della serie di Tommy e Tuppence.


