Addio, Miss Marple
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Addio, Miss Marple: l’ultima avventura dell’arzilla zitella è un gioco tra presente e passato

Addio Miss Marple, pubblicato con il titolo originale di Sleeping Murder: Miss Marple’s Last Case, non è solo l’ultima avventura dell’arzilla zitella di Saint Mary Mead. Questo romanzo nasconde tante sfumature che è bene analizzare. Il primo aspetto è che, benché sia stato pubblicato postumo, nell’ottobre 1976, è stato scritto da Agatha Christie molto prima, durante la seconda guerra mondiale. Proprio qui sta il secondo aspetto che è bene mettere in evidenza: la storia, infatti, è l’ultimo romanzo di Miss Marple in ordine di pubblicazione, ma non cronologico. Infatti, Miss Marple: Nemesi, pubblicato nel 1971, è ambientato cronologicamente tra la fine degli anni sessanta e gli inizi degli anni settanta ed è, dal punto di vista temporale, l’ultima apparizione di Miss Marple. Come mai questa scelta così controcorrente da parte di Agatha Christie, soprattutto rispetto all’ultimo caso di Poirot?

Addio, Miss Marple: un romanzo tra presente e passato

Addio, Miss Marple, si colloca cronologicamente nel 1944. Nella sequenza temporale delle avventure dell’arzilla zitella questa indagine precede Assassinio allo Specchio. Lo si capisce da un dettaglio. Nel romanzo pubblicato nel 1962 il colonello Bantry è morto da diversi anni, ma in Addio, Miss Marple è ancora vivo. La genesi di questo romanzo è stata spiegata dalla stessa Christie. Negli anni quaranta l’autrice aveva paura di morire sotto i bombardamenti e scrisse gli ultimi capitoli di Miss Marple e Poirot che sarebbero dovuti essere pubblicati dopo la sua morte. Le due opere furono poi chiuse nel caveau di una banca da cui venero tirate fuori solo nel 1976. Secondo le volontà della Christie i diritti d’autore furono destinati alla sua famiglia come lascito finanziario in caso di sua morte improvvisa. Ecco spiegato perché il tempo della storia è così indietro.

Tuttavia, c’è un aspetto che differenzia l’ultima avventura di Miss Marple da quella di Poirot. In questo romanzo, l’arzilla zitella è in splendida forma. Non risente del tempo che passa e, infatti, il finale è assolutamente sereno. Nulla succede a Miss Marple che torna a Saint Mary Mead. A differenza di Poirot, dunque, l’equilibrio dei Jane non viene scalfito. Questo finale la dice lunga sull’amore che la Christie nutriva per il suo personaggio, rispetto al piccolo belga.

Una storia tra presente e passato

Addio, Miss Marple è l’indagine su un delitto avvenuto anni prima, per la precisione diciotto rispetto agli avvenimenti che vengono narrati. Una coppia di neosposi, Gwenda e Giles Reed, acquista una villa a Dilmouth, chiamata Hillside. Per uno strano scherzo del destino, Gwenda ha già vissuto in quella casa quando era piccolissima e ha dei ricordi confusi su un omicidio avvenuto proprio lì. Parliamo del delitto di Helen Halliday, seconda moglie del padre di Gwenda, Kelvin. Convinto di essere l’autore dell’omicidio della moglie, il padre di Gwenda si era rinchiuso in una casa di cura, dove era morto suicida. Coinvolto, suo malgrado nella vicenda, Miss Marple, con la complicità dei due ragazzi, riporta alla luce un passato fatto di dolore, segreti e privazioni. La matrigna, Helen, si rivela essere una donna molto infelice, seppur corteggiata da molti uomini.

Una curiosità su questo romanzo rende la storia particolarmente significativa. Quando Gwenda e il marito fanno visita alla casa di cura dove era ricoverato il padre di lei, c’è una vecchietta che si rivolge alla donna usando l’espressione: “Era la sua bambina, cara?”, affermando poi che la bimba era stata nascosta nel camino. Questa parte, opportunamente riscritta, viene poi traslata in Sento i pollici che prudono, avventura di Tommy e Tuppence pubblicato nel 1968.


Addio, Miss Marple è un romanzo che mixa passato e presente in modo abile. La figura di Helen, pur non apparendo mai, è quella di una donna tragica, stretta tra la volontà di costruirsi una vita felice e l’impossibilità di portare a compimento il proprio sogno.
Il finale è invece, colmo di speranza. In conclusione si tratta del perfetto finale per Miss Marple, la donna che con i suoi modi gentili e il suo ingegno ripristina la pace, lì dove c’era prima il caos.

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